Nell’ambito della campagna “NO poverty NO AIDS” ActionAid International, in Uganda e in Italia, ha lanciato la nuova petizione “PreservATTIVI”, per chiedere al Ministro della Sanità ugandese di adoperarsi affinché venga garantito che i progressi compiuti nel suo paese nella prevenzione della diffusione dell'AIDS non siano vanificati e affinché sia assicurata un'adeguata politica di prevenzione dell'epidemia.
Fai sentire la tua voce, firma la petizione e invita i tuoi amici ad aderire a questa iniziativa!
In Uganda i progressi fatti dagli anni ’90 ad oggi in tema di prevenzione dell’ HIV e AIDS sono ora minacciati da una politica che scoraggia l’uso del preservativo.
Chiedi al governo ugandese di garantire l’accesso ad adeguati strumenti di prevenzione: fai sentire la tua voce, firma la petizione!
L’Uganda è l’unico Paese africano ad essere riuscito a ridurre drasticamente la percentuale di persone sieropositive sul totale della popolazione: il 6% nel 2003, minimo storico rispetto al 16% degli anni Ottanta. In questa battaglia contro l’epidemia, decisiva è stata la posizione del governo, accreditato di fronte all’opinione pubblica internazionale proprio per i risultati ottenuti nella lotta all’AIDS dal programma del Ministero della Salute “ABC”: Abstinence, Be Faithful, Condom – (astinenza, fedeltà e preservativo). Questo incredibile successo è attribuibile, per molti, proprio alla franchezza e all’apertura con cui il governo è intervenuto nel dibattito pubblico sulla malattia e sull’utilizzo del preservativo.
Dal 2003 l’Uganda ha però cambiato strategia, passando dal programma “ABC” al sostegno dell’astinenza sessuale e della fedeltà come metodi prioritari di prevenzione. Tra l’altro, è accusato di ostacolare la distribuzione di 34 milioni di preservativi Engabu (la marca più venduta e distribuita anche gratuitamente nelle cliniche pubbliche) adducendo una loro presunta incompatibilità con i test di controllo qualità: di fatto, i profilattici hanno superato i test di qualità ma rimangono tuttora inutilizzati nei magazzini del paese. Inoltre l’imposizione di tasse e i rigidi controlli di qualità sui preservativi importati, hanno causato un aumento del 500% del prezzo dei preservativi oggi reperibili. Gli ultimi avvenimenti hanno già provocato nel paese, nei primi mesi dell’anno, un aumento di alcuni punti percentuali nel tasso d’incidenza del virus.
L’offensiva contro i condom è coincisa con la decisione dell'amministrazione Bush di stanziare 90 milioni di dollari in favore dell'Uganda per la lotta all'AIDS, a patto che fossero utilizzati a sostegno di campagne che promuovono l’astinenza come unico mezzo di contrasto alla diffusione della pandemia.
ActionAid International in Uganda è in prima linea nella lotta a questa politica che nega il diritto alla salute alla popolazione ugandese: insieme alle persone sieropositive e a numerose organizzazioni della società civile impegnate nella lotta all’AIDS nel paese, ha promosso un’azione diretta all’On. Jim K. Muhwezi, Ministro della Sanità, tramite una lettera aperta che chiede di autorizzare la distribuzione dei preservativi stoccati e di rieducare il pubblico al loro utilizzo, eliminando i programmi incentrati sulla sola astinenza.
Insieme ad ActionAid International in Uganda e in Italia, chiedi anche tu al Ministro della Sanita' ugandese di adoperarsi affinché venga garantito che i progressi compiuti nel suo paese nella prevenzione della diffusione dell'AIDS non siano vanificati e affinché sia assicurata un'adeguata politica di prevenzione dell'epidemia.
Perché il governo ugandese “preservi” la prevenzione…
firma subito la petizione e invita i tuoi amici ad aderire a questa iniziativa!
Per sottoscrivere la petizione
clicca qui
Per informazioni contattare Michela Romanelli, Unità Programmi e Campagne ActionAid International e-mail: a
m.romanelli@actionaidinternational.it
Visita il sito
www.actionaidinternational.it