Grazie alla Campagna Abiti Puliti, le operaie dell'azienda turca DESA, licenziate per aver reclamato il diritto a lavorare in condizioni migliori, saranno in Italia per far sentire la loro voce ai loro veri datori di lavoro.
La Desa produce manufatti di lusso per molti nomi della moda europea: in Italia uno dei maggiori committenti è Prada.
PRADA: IL VERO PREZZO DEL LUSSO
La Clean Clothes Campaign porta in Italia le lavoratrici che producono il lusso italiano in Turchia.
5 marzo: incontro con la Commissione Etica Regionale della Regione Toscana a Firenze
6 marzo: appuntamento con il coordinamento delle RSU di PRADA ad Arezzo
Il 7 marzo 2009 la Clean Clothes Campaign (CCC) insieme al sindacato turco Deri Is organizzeranno una giornata di mobilitazione internazionale nei confronti di PRADA per denunciare la situazione di continua repressione del diritto dei lavoratori e delle lavoratrici della DESA, sua azienda fornitrice, ad organizzarsi in un sindacato libero. Le mobilitazioni avverranno contemporaneamente a Milano, Londra, Parigi, Madrid e Instanbul.
IL SINDACATO E' UN DIRITTO, NON UN LUSSO!
Ditelo a Prada, Mulberry, Louis Vuitton, Aspinals of London e Samsonite
Chiunque decide di comprare una borsa di pelle o un paio di guanti di Prada, Mulberry, Louis Vuitton, Aspinals of London e Samsonite probabilmente dà per scontato che pagando prezzi così alti i prodotti in questione siano esenti da abusi e sfruttamento di chi li confeziona.
La realtà invece è molto diversa, come testimoniano i lavoratori della DESA in Turchia. Orari di lavoro eccessivi, salari molto bassi e condizioni pessime sono la norma e da sei mesi l’azienda sta conducendo una campagna di intimidazione contro il sindacato che i lavoratori hanno organizzato per fare valere i propri diritti.
Nell’aprile del 2008, centinaia di lavoratori della DESA hanno deciso di iscriversi al sindacato DERI IS. Da allora 44 sono stati licenziati e altri 50 sono stati obbligati a lasciare il sindacato. La DESA produce articoli di pelletteria per Prada, Mulberry, Louis Vuitton, Samsonite, Aspinals of London, Nicole Fahri e Luella.
Solo una piccolissima parte delle centinaia di euro che i consumatori pagano per i prodotti di lusso confezionati in DESA vanno ai lavoratori. Tutti guadagnano pochissimo, fanno orari estenuanti, e soffrono di numerosi disturbi causati da una scarsa attenzione alle condizioni di salute e sicurezza. Denunciano che non ci sono abbastanza servizi igienici per tutti e quelli esistenti sono sudici. L’unica acqua da bere proviene da un buco ricavato nel pavimento del bagno. Il cibo garantito dall’azienda è di scarsa qualità e, senza servizi per la cura e l’assistenza dei bambini, molte lavoratrici sono costrette a lasciare il loro lavoro una volta diventate madri.
DESA produce per molti marchi europei e nordamericani. Molti di loro sono stati contattati dall’ ITGLWF e/o dalla Clean Clothes Campaign negli scorsi mesi. Nessuno ha preso le misure necessarie per assicurare che i lavoratori della DESA possano godere dei diritti che gli spettano.
Nota:
Per maggiori informazioni vedi Abiti Puliti