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Dichiarazione sulla crisi dei prezzi delle materie prime ed in particolare il caffèPromossa da una coalizione internazionale di organizzazioni Le attuali tendenze
indicano che i prezzi delle materie prime (commodities) hanno
subito negli ultimi anni una caduta a spirale e sono giunti ai
minimi livelli storici. Nel 2001 i prezzi per le materie prime ed
i minerali hanno subito un decremento del 60% rispetto al livello
di prezzi nel 1980. I prezzi per le bevande tropicali, incluso il
caffè, dal 1980 agli inizi del 2002 sono calati circa del
70%.
I bassi prezzi del mercato globale delle materie prime sono il risultato dello strutturale eccesso di offerta dei beni e delle strutture economiche globali che rafforzano la dipendenza basata su questi beni. Altri fattori, incluso la speculazione finanziaria del mercato e la rapida liberalizzazione dei settori agricoli dei cosiddetti paesi in via di sviluppo e l'intensificarsi di produzione di coltivazioni redditizie, spesso soggetti ai Programmi di Aggiustamento Strutturale del Fondo Monetario Internazionale, hanno esposto i produttori ai rischi e alla volatilità del mercato. Il mercato del caffè Questo andamento è particolarmente evidente nel mercato del caffè. Come risultato della crisi, attualmente 25 milioni di piccoli produttori di caffè in tutto il mondo vendono il loro caffè ad un prezzo che non copre i costi di produzione, mentre i caffè di marca sono venduti comunque a prezzi elevati. Mentre multinazionali quali Nestlè, Kraft, Sara Lee e Procter and Gamble dal loro canto pagano i prezzi più bassi possibile ai produttori, ogni loro marchio di caffè vale 1 milione di dollari o più di vendite annue. In questo modo, pagando ai contadini un prezzo più basso di quelli di produzione, la prosperità negli affari delle aziende è pagata da alcune delle più povere e più vulnerabili fasce di persone del mondo, in particolar modo dagli agricoltori, le donne ed i gruppi indigeni. Per molte nazioni il decremento del mercato, associato alla caduta dei prezzi dei beni di consumo, ha portato all'accumulo di un debito insostenibile. Un'azione internazionale volta a stabilizzare i prezzi dei beni di consumo è indispensabile per molti paesi in via di sviluppo che tendono a sfuggire dalla trappola della povertà. A tal riguardo, i meccanismi di stabilizzazione del prezzo, incluso le misure per arginare la speculazione nel mercato dei beni di prima necessità, devono essere adottati per assicurare prezzi equi e remunerativi ai paesi produttori. Noi, dunque sollecitiamo la comunità internazionale ad agire immediatamente per risolvere la crisi attraverso le numerose organizzazioni internazionali, forum e strutture esistenti, come l'UNCTAD, il Fondo Comune per i Beni ed il Vertice Mondiale per lo Sviluppo Sostenibile. Nel rispetto del tale, i governi dei paesi produttori di beni devono coordinare gli sforzi per gestire i propri livelli di produzione ed esportazione. I paesi dell’Unione Europea in particolare, dal canto loro devono supportare tali iniziative politicamente e finanziariamente. Il collasso del prezzo del caffè richiede un azione immediata da parte degli attori principali, quindi richiediamo un Piano di Intervento d’urgenza per il Caffè affinché il mercato lavori a favore di tutti e non solo per pochi privilegiati. Il piano richiede che interagiscano i maggiori attori del mercato del caffè per superare la crisi e creare un mercato più stabile. Tutte le misure descritte di seguito devono essere attuate per il beneficio di piccoli produttori. Entro un anno il Piano dovrebbe avere come risultati:
I risultati dovrebbero includere:
Hanno aderito
alla campagna: ABANTU (Kenya) Anti-Globalisation network (UK) Central de Cafetaleros de Honduras Christian Aid (UK) Cooperative commission (Ethiopia) Ctm altromercato(IT) CUT/CONTAG (Brazil) European Fair Trade Association (EU) Federation of Coffee Cooperative Societies of Kenya Friends of the Earth Australia Institute for Agriculture and Trade Policy (US) Junta Nacional de Café (Peru) Karnataka Growers Federation (India) OXFAM International People and Planet Third World Network |
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