Sommario: Alcuni errori da evitare lavorando in gruppo, da materiale del Direct Action Network
Lavorare insieme per il cambiamento
Molti dei problemi che incontriamo nei gruppi del movimento sono dovuti alla dominazione all'interno del movimento stesso. La gente si unisce ad un movimento per un cambiamento sociale per risolvere un problema esterno. Troppo spesso dobbiamo confrontarci con lo stesso tipo di comportamento che incontriamo nella nostra vita quotidiana. Noi siamo tutte/i fin troppo spesso soffocate/i da pesanti "autorità": il capo al lavoro, i genitori o il compagno/la compagna a casa, gli insegnanti a scuola…
Chi si unisce al gruppo non vuole solo essere accettata/o, ma vuole anche dare un contributo ed essere una/un partecipante attiva/o. Per poter lavorare con successo al cambiamento dobbiamo prestare attenzione ai nostri stessi comportamenti.
Quelli che seguono sono i problemi più comuni di cui dobbiamo essere coscienti:
Impossessarsi dello show: Parlare troppo, troppo a lungo, a voce troppo alta.
Risolvere i problemi: Dare continuamente la risposta o la soluzione prima che gli altri e le altre abbiano avuto la possibilità di contribuire.
Parlare a caratteri cubitali: Conferire alle proprie opinioni o soluzioni il carattere di "parola finale" sul soggetto, spesso caricando le parole con la postura od il tono della voce.
Essere sulla difensiva: Rispondere ad ogni opinione contraria come ad un attacco personale.
Cercare il pelo nell'uovo: Estrapolare i difetti minori nelle affermazioni altrui e trovare l'eccezione ad ogni generalità.
Riaffermare senza necessità: Ripetere ciò che altre/i avevano già espresso in perfetta chiarezza.
Cercare l'attenzione: Usare ogni sorta di espediente "drammatizzante" per mantenere l'attenzione su di sé.
Concentrarsi sull'obiettivo e sul contenuto: Ovvero escludere gli individui e i gruppi che esprimono sensibilità e desiderio di nutrire riportando l'attenzione alle "cose serie" (le forme, i processi, ecc.)
Silenziamenti: "Oh sì, anch'io la pensavo così quando ero giovane, ma poi ho capito…", oppure: "Ma come puoi dire questo?"
Negativismi: Trovare qualcosa di problematico o di sbagliato in tutto.
Resistenze di retroguardia: Aggrapparsi a precedenti posizioni di potere.
Ascoltare solo se stessi/e: Formulare risposte dopo le prime frasi dette da altre/i, non ascoltando null'altro da quel momento in poi ed intervenendo nella discussione ad ogni pausa.
Intransigenze e dogmatismi: Porsi in posizione ultimativa di estrema difesa anche su particolari e questioni minori.
Condiscendenze e paternalismi: Trattare le donne "sessualmente", seduttivamente, nel tentativo di manipolarle; cercare la loro attenzione ed il loro supporto nel mentre si compete fra uomini.
Gestire lo show: Prendersi continuamente compiti e responsabilità prima che le altre e gli altri abbiamo avuto la possibilità di offrirsi.
Insegnare agli/alle studenti: Immagazzinare protettivamente informazioni chiave per il gruppo allo scopo di trarne beneficio e prestigio personale.
Parlare in nome altrui: "Molti di noi pensano che si dovrebbe…" oppure: "Quello che lei/lui voleva veramente dire…"
LA PIENA CONDIVISIONE DEI SAPERI E DELLE CAPACITA' E' TERRIBILMENTE LIMITATA DA QUESTI SCHEMI. Gli uomini e le donne meno assertivi/e degli altri, o che non si sentono a proprio agio in un'atmosfera competitiva vengono a tutti gli effetti tagliate/i fuori dall'interscambio delle esperienze e delle idee.