Sommario: Testimonianza di una giovane attivista da Quebec City

Da un'amica di Hilary McQuie (non c'è il nome alla fine della lettera)

Cari amici, care amiche,

sono sana e salva di ritorno dal Quebec - stanca e un po' intossicata, ma sostanzialmente tutto è stato magnifico!

Sono ancora meravigliata e sconvolta da quanto è accaduto. E' stato grande, e non sto parlando solo di numeri. L'organizzazione aveva un'infrastruttura saggia, ma un po' confusa. Un piano chiaro ed uno scopo chiaro non c'erano e la cooperazione e la collaborazione fra i gruppi era un po' limitata. Ma, nonostante ciò, decine di migliaia di persone si sono alzate nelle strade, hanno invaso la città, abbattuto la barriera, danzato in mezzo al gas lacrimogeno, hanno cantato ed evocato gli spiriti della Terra sollevando un potere che era enorme, sentito da tutti.

C'è stato enorme rispetto e sostegno fra noi, non aveva importanza a quale colore "tattico" appartenessimo e gli abitanti del quartiere St. Jean Baptiste ci hanno persino dato il benvenuto: c'erano segnali sulle case che restavano aperte perché noi potessimo usare i loro bagni, tubi dell'acqua penzolavano dalle finestre perché potessimo lavarci il viso, i negozi sono rimasti aperti perché noi potessimo acquistare le mascherine… Ci sono state iniziative meravigliose e creative ovunque, inclusa una catapulta che proiettava orsacchiotti di peluche oltre le teste dei poliziotti schierati. Graffiti e simboli sono stati disegnati dappertutto. Teatro, pupazzi… anche le bandiere c'erano, ma poche.

Il Fiume Vivente, uno dei gruppi più numerosi, e quello con cui ho marciato e che ho sostenuto sin dall'inizio, è stato organizzato dal Grappolo Pagano nel tentativo di consegnare ai delegati la Dichiarazione dell'Acqua di Cochabamba.

Composto per la maggior parte da donne di 40/50 anni (la più anziana ne aveva 84), è diventato una potentissima forza nelle strade: la gente ci accoglieva e applaudiva non appena raggiungevamo uno spazio, e ci chiedeva di non lasciarlo anche quando per noi era venuto il tempo di scorrere… come un Fiume. Le nostre canzoni sono state riprese da ogni gruppo che abbiamo incrociato; i rituali che abbiamo tenuto hanno chiaramente cambiato, senza alcun dubbio, le dinamiche e le energie nei momenti cruciali. Il Fiume Vivente è stato probabilmente uno dei pochi gruppi che sono riusciti a far decrescere momenti di confronto che potevano sfociare in maniera violenta: per esempio quando i poliziotti antisommossa ci hanno fronteggiato per difendere un pertugio nella barriera… e noi ci siamo semplicemente sedute tutte di fronte a loro. E a proposito, c'è stata una grande azione di donne, giovedì sera: centinaia di donne hanno scalato la barriera, tessendo una tela di stoffa ed altri materiali, pezzi di tela mandati dalle donne di tutto il mondo! Poco dopo, a fronteggiare la polizia e a sostenere l'azione eravamo un migliaio!

Venerdì, la gente ha abbattuto la barriera. A pochi minuti dall'arrivo della marcia del CLAC, alcuni giovani si sono avvicinati al "muro della vergogna", hanno saltato e spinto, ed il muro è caduto. La manifestazione di sabato è stata impressionante. Una fonte radiofonica dice che eravamo più di 60.000. Il corteo era lungo 4 chilometri. Dappertutto c'erano i sindacalisti con le cheerleaders radicali, e le LOLA (Little Old Lady Activists - Piccole anziane signore attiviste), il blocco nero, le streghe, gli studenti, e non so più chi altro! Determinazione, coraggio, crescita erano le parole d'ordine di quel giorno e di quella notte.

Ci sono stati dei lanci di oggetti (incluse delle molotov), ma più che altro pietre e palle da biliardo, per cui alcune finestre sono andate in pezzi, ma non abbiamo mai sentito che dalla manifestazione stesse per scatenarsi la violenza vera e propria. La polizia ha risposto lanciando gas lacrimogeno per 48 ore; anche se non ti prendeva, ce lo avevi in forma di nube sopra la testa. Gli elicotteri erano dappertutto. La polizia ha usato proiettili di plastica, spray al pepe, e cannoni che sparavano acqua e questi ultimi devono essersi rivelati una seccatura, per loro, perché si erano aspettati di far morire la gente dal freddo… invece sono stati due giorni caldi e pieni di sole.

Alcuni manifestanti sono stati feriti seriamente (ossa rotte, dita perse, ferite, operazioni alla trachea per via del gas) e gli ospedali hanno ricoverato più di 100 manifestanti e 50 poliziotti. Altre centinaia di manifestanti sono stati curati in strada da medici volontari e dalla Croce Rossa. Più di 400 persone sono state arrestate. Circa 150 sabato mattina, ed il resto durante il giorno e la notte successiva.

Sabato notte noi eravamo a migliaia in un posto chiamato Ilo Fleura, nella città bassa, per godere un momento di arte, festa, cibo in quello che era stato indicato come "spazio verde" e quindi sicuro. La gente batteva a ritmo su tamburi e su qualsiasi altra cosa fosse adatta allo scopo. Starhawk, che era con me, mi ha detto che le sembrava che stessimo abbattendo le fondamenta del vecchio ordine con il nostro suono. Non ho mai sentito in vita mia una musica simile!

Più tardi, nella notte, la polizia è uscita dal perimetro e ha cominciato ad arrestare gente in quell'area, spingendoli verso la città bassa. La domenica mattina hanno presidiato il nostro "spazio verde", arrestato 30 persone che stavano lavorando in cucina e sono passati con i bulldozer sull'area… Sempre più gente è stata "catturata" durante la giornata di domenica.

Davanti alla prigione, quella notte, molta gente - in maggioranza giovani - ha costruito un accampamento, un incredibile "fortino" di tende per accogliere quelli che venivano rilasciati, dove la gente poteva stare al caldo, incontrarsi, dormire. Il cibo arrivava da ogni parte. La gente veniva rilasciata con molta lentezza, ad uno ad uno, e verso mezzanotte hanno cominciato a smistarli in varie altre parti della città. I canti ed il suono dei tamburi hanno riempito la notte. Non erano stati fatti piani per la solidarietà in prigione, e così la gente si è arrangiata: questa è una parte dell'azione che necessita ancora il nostro sostegno.

Nonostante il muro, i Delegati non l'hanno passata proprio liscia: il meeting è cominciato più tardi a causa, così dicono i media, di "una falla nella sicurezza". Non sono riusciti a dormire per il rumore delle manifestazioni. Il sabato le nuvole di gas erano così pesanti che nel Centro Conferenze hanno dovuto chiudere i ventilatori e gli interni sono diventati bollenti… Abbiamo visto Delegati che piangevano e tossivano mentre salivano in macchina.

Domenica sera, il Dipartimento Sanitario ha sequestrato i cibi dei loro alberghi per la contaminazione da gas… Lunedì siamo andate a vedere uno di questi alberghi per Delegati, siamo salite sino in cima alla terrazza: dove c'erano ancora le sedie di paglia su cui stavano seduti a guardare le manifestazioni dall'alto!

Sono ancora entusiasta, e sto ancora ricavando lezioni da ciò che ho visto e sentito. So che la stampa ha detto ben poco di quanto è accaduto, e non appena mi sarò riposata un poco, avrò sviluppato le foto e messo in ordine i miei appunti, sarà un piacere dividere il tutto con voi!