Abbiamo un lavoro da fare

(lista rapida per non dimenticare nulla nelle azioni dirette nonviolente)

 

RUOLI

Non ogni azione richiede ovviamente tutti quelli riportati di seguito, scegliete quelli che vi servono per portare l’azione al successo.

 

Gruppo di decisione rapida: 2/4 persone designate a prendere decisioni velocemente durante lo svolgersi dell’azione (ove possibile esse si consulteranno con i portavoce dei gruppi ecc.)

Portavoce per la stampa: persona (anche più d’una) designata a spiegare l’azione alla stampa. Informate comunque il più dettagliatamente possibile i partecipanti, di modo che anche essi sappiano che risposte dare all’eventuale domanda di un giornalista.

Addetti stampa: un paio di persone che individuano i giornalisti presenti, offrono loro materiali relativi all’azione e li indirizzano verso il/la portavoce.

Addetti al volantinaggio: persone che distribuiscono materiale per informare la gente rispetto all’azione in corso (mantenete il contatto con lo sguardo, offrite assieme al volantino un commento positivo, addestratevi a maneggiare sia l’indifferenza e l’ostilità che l’interesse).

Maestre/i di Cerimonie: persone che danno il benvenuto ai partecipanti, che introducono gli oratori, che fanno annunci, che segnalano la scadenza del tempo dell’intervento agli oratori, ecc. E’ importante che vi siano donne ed uomini a rivestire questo ruolo pubblico.

Maestre/i del Coro: un paio di persone che danno inizio ai canti o agli slogan.

Oratrice/oratore: persona che conosce l’istanza su cui si articola il messaggio del gruppo e che è un buon parlatore/una buona parlatrice (sa stare nel tempo fissato, sa ispirare e motivare i partecipanti, ecc.)

Fotografi/e: registrano l’azione appunto con fotografie e filmati.

Partecipanti all’azione: persone che hanno pianificato di partecipare ad una dimostrazione o ad un atto di disobbedienza civile, e che hanno deciso di rischiare l’arresto. Se sono in gran numero, si organizzano in gruppi per affinità di 10/20 persone, al fine di darsi sostegno fattivo e di prendere decisioni nel modo più democratico possibile.

Sostenitori dell’azione: usualmente appartenenti a gruppi per affinità specifici, non rischiano l’arresto ma sostengono coloro che lo fanno.

Contatti con la polizia: persona o persone designate al rapporto con la polizia durante l’azione; comunicano i messaggi della polizia al “gruppo di decisione rapida” e quando è possibile a tutti i partecipanti (se non è stato deciso altrimenti, queste persone non negoziano direttamente con la polizia, trasmettono ad essa le decisioni del gruppo)

Osservatori legali: non necessariamente avvocati, che sono comunque i benvenuti, ma comunque persone che osservano l’azione e riportano e testimoniano ogni violenza e brutalità.

Coordinatori logistici (detti anche “peacekeepers”, mantenitori della pace): persone che conoscono bene lo scenario dell’azione (inclusi i piani “contingenti” e le azioni precedenti) e possono aiutare partecipanti e sostenitori nello stare nel percorso prefissato, nel formare i sit-in, ecc. Possono indossare un distintivo particolare (maglietta, cappello, ecc.). Il loro scopo principale, al quale devono essere adeguatamente formati, è il maneggiare le eventuali situazioni distruttive o confuse: la presenza di provocatori o di persone mentalmente instabili è una possibilità che dovete tenere in mente.

Esploratori: persone si muovono avanti e indietro alla testa e alla coda di un corteo per controllare la zona (movimenti della polizia, attività di contromanifestanti, ecc.). Usualmente sono in bicicletta e muniti di telefoni cellulari o walkie-talkie.

Equipe medica: persone con sufficiente esperienza per occuparsi di eventuali emergenze mediche (gas, spray al pepe, ferite, malori).

 

MATERIALI DA PORTARE                                

Bandiere e striscioni; volantini; fotocopie con gli slogan e i testi dei canti; materiale per la stampa; sound system (richiede una lista di materiali specifici); nastro adesivo; spago; fotocopie con i numeri di telefono del sostegno legale.

 

PREPARARSI ALL’AZIONE

 

Organizzate/partecipate a seminari sull’azione diretta nonviolenta: nessuno dovrebbe impegnarsi in un’azione diretta senza un appropriato training alle spalle. Nel preparare l’azione riflettete (e se possibile mettete in scena in un gioco di ruolo) su come rispondere alla polizia, all'arresto, all’eventuale scoppio di violenza. Capire i fondamenti della teoria nonviolenta, le sue basi di amore e compassione, è molto utile.

Informatevi/informate sulle questioni legali: nessuno dovrebbe impegnarsi in un’azione diretta senza essere stato informato adeguatamente sulle conseguenze legali di ciò che fa.

Riflettete: prendetevi il tempo, prima dell’azione, per “centrarvi” su di essa, riflettendo profondamente, o tenendo una meditazione guidata.

Restate calmi: Gridare, muoversi scompostamente, insultare chi avete di fronte sono tutti sistemi per accrescere la tensione. Il panico aumenta la possibilità di danni a cose e persone.

Siate determinati: avete un lavoro da fare, offrire resistenza nonviolenta e mostrare un’alternativa; molto dipenderà da quanto bene farete questo lavoro.

Vestite in modo adeguato alla situazione: sarete seduti per terra? I pantaloni vanno meglio delle gonne. Non indossate abiti con cappucci, collane, orecchini che potrebbero essere afferrati per trascinarvi via. Calzate scarpe chiuse e comode. Se gli occhiali non vi sono assolutamente indispensabili lasciateli a casa. Non tenete nulla di appuntito in tasca e, in generale, non portate con voi nulla di cui non abbiate effettiva necessità.

Nutrimento e idratazione: fate un bel pasto sano prima dell’azione, perché avrete bisogno di energia. Idratatevi bevendo molta acqua la sera prima, non subito prima dell’azione, perché durante essa potrebbe essere difficile raggiungere un bagno.

Fate attenzione a ciò che accade: se vedete qualcuno ingiuriare o maltrattare qualcun altro, chiedetegli fermamente di smettere. E’ bene tenere presente che gente di colore, migranti, persone riconoscibili come transessuali, gay e lesbiche, disabili, anziani, sono soggetti maggiormente a rischio di abusi, maltrattamenti e arresto da parte della polizia. Qualcuna di queste persone potrebbe desiderare una zona “sicura” per unirsi a voi nell’azione: cercate, se possibile, di fornirgliela.  

 

Maria G. Di Rienzo