Sommario: Testimonianza di Starhawk, attivista e formatrice, dal World Social Forum in Brasile, gennaio 2001
Cos'ho imparato dal World Social Forum: di Starhawk - 31 gennaio 2001
(traduzione di M.G. Di Rienzo)
Sebbene io abbia passato la maggior parte dell'ultimo anno e mezzo in convegni ed azioni anti-globalizzazione (inclusi forum di vario tipo), e sebbene in alcune delle mie incarnazioni io sia una "rispettabile adulta", con un diploma di scuola superiore e libri al mio attivo, a cui viene spesso chiesto di tenere incontri pubblici e lezioni universitarie, e sebbene alcuni dei miei migliori amici lavorino per varie ONG, questa è stata la prima volta in cui mi sono trovata fuori dalle trincee dell'azione diretta e dentro le aule delle conferenze. L'ho trovato estremamente educativo (sebbene, allo stesso modo dell'educazione scolastica, abbia avuto dei momenti di noia irrespirabile e mortale).
L'incredibile numero di partecipanti, migliaia in più di quanto ci si aspettava, accoppiato alla scarsità dei traduttori e ad un alto grado di confusione, ha significato che spesso non ho partecipato a seminari che mi interessavano oppure che sono venuta a conoscenza di determinati eventi dopo che erano accaduti.
Le note che seguono, ad ogni modo, sono una raffigurazione molto limitata dell'immensità del dibattito, delle discussioni, delle strategie e dei vari modi di organizzarsi che si sono concentrati attorno a centinaia di temi. Per riuscire a cavarne qualcosa, mi sono limitata a focalizzare le questioni su cui sto lavorando attualmente con il mio gruppo.
Acqua:
L'acqua è una questione chiave in tutto il mondo, e c'è una forte spinta da parte degli interessi corporativi per privatizzare le risorse d'acqua e la sua distribuzione. L'Accordo generale sul commercio, il WTO ed una serie di accordi bilaterali o regionali stanno aprendo la porta alla privatizzazione dell'acqua. Per quello che mi riguarda, il tema ha sollevato echi sinistri della società negativa che avevo immaginato nel romanzo "La quinta cosa sacra", dove i poveri non potevano permettersi di bere e la gente veniva imprigionata per aver rubato l'acqua. Il movimento anti-globalizzazione deve ora rivendicare l'acqua come diritto umano, direttamente connesso al diritto di vivere. Non c'è alcun sostituto per l'acqua e perciò ci deve essere un limite alla proprietà privata di essa o al controllo delle risorse potabili.
Istanze femminili:
Altra chiave di volta della lotta anti-globalizzazione. C'è stato un potente seminario sulle prospettive femministe anti-globalizzazione e molti altri incontri sulle questioni femminili. I momenti di incontro più importanti, però, quelli che si tenevano al mattino, tendevano ad essere completamente dominati dai maschi, che tendevano a spostare il centro del discorso sul bisogno, piuttosto che mantenerlo focalizzato sul genere. Tuttavia sono riuscita ad incontrare personalmente alcune delle donne che lavorano su questi temi e spero che la nostra azione femminile a Quebec City, in aprile, porterà le istanze di genere più in evidenza. Le donne hanno mostrato grande interesse per questo progetto, proprio per il suo essere finalizzato, e parteciperanno alla sua costruzione assieme alle reti di donne con cui lavoro.
Le lotte dei popoli nativi:
Per quello che mi riguarda, le testimonianze più chiare e commoventi che ho udito in tutti i cinque giorni sono state quelle di due indigeni messicani: hanno parlato in modo così accorato e poetico (ed in uno spagnolo così chiaro e così meravigliosamente lento!) che mi pareva di star bevendo pura acqua di fonte dopo giorni e giorni di caffè stantio. Gli accampamenti della gioventù indigena, dei Sem Terra, e di altri gruppi nativi erano sfortunatamente separati dal campo principale ed i momenti di discussione, i seminari e le presentazioni delle reti indigene non sono stati chiaramente annunciati. Se lo fossero stati, avrei probabilmente passato là la maggior parte del tempo. Purtroppo ci sono arrivata solo alla fine, in tempo comunque per essere messa a conoscenza della situazione in Chiapas, non risolta sotto Vicente Fox (che sta anche tentando di mettere fuorilegge l'aborto), e del fatto che la lotta in quella zona si sta focalizzando sul diritto all'acqua. Ad uno dei primi posti dell'agenda delle corporazioni c'è il controllo del potenziale idroelettrico rappresentato dai fiumi del Chiapas: la gente della Bay Area, che sta vivendo la "crisi" dell'energia elettrica dovrebbe prender nota di questo…
L'Accordo generale sul commercio e i servizi:
Ne sapevo abbastanza per devolvere la maggior parte del mio tempo a dimostrare contro di esso, ma non conoscevo i dettagli:
Azione diretta:
Abbiamo tenuto un forum sull'azione diretta nei riguardi dell'Accordo generale su commercio e servizi con gruppi provenienti dal Brasile e dall'Argentina. In generale, però, l'azione diretta è una sorta di figlio adottivo del mondo delle ONG. Accade attorno alle istanze: il Movimento dei Lavoratori Sem Terra ha compiuto una grande azione diretta, sulle sementi geneticamente modificate, durante il primo giorno della conferenza. Purtroppo come gruppo non abbiamo potuto parteciparvi, perché eravamo ancora in viaggio. L'introduzione della forma del forum ha dato modo di costruire una mappa del movimento che è spontaneamente nato a Seattle, Washington e Praga, ma molti dei gruppi presenti al forum stesso hanno manifestato qualche difficoltà nel capire il senso dell'azione diretta o nell'inserirla nelle loro strategie. Ovviamente, alcuni di questi gruppi hanno dei finanziamenti da proteggere, e perciò preferiscono non connettersi direttamente a noi. Forse potremo continuare ad agire per gli stessi scopi su strategie differenti e questi mondi paralleli continueranno ad esistere semi-separatamente… ma non posso fare a meno di pensare che siamo noi i loro migliori amici. Noi siamo la ragione per cui la Banca Mondiale si prenderà la briga di leggere le lettere di protesta o aprirà un dialogo. E le nostre azioni possono essere giudicate simpatiche occasionalmente, o furbe dal punto di vista strategico, ma mi piacerebbe che venissero conosciute e studiate un po' più chiaramente. Il movimento che si è costruito attorno all'azione diretta acquista peso e conoscenze quando lavora assieme agli altri gruppi. Quando a S. Francisco ci siamo organizzati per un'azione contro l'Accordo generale per il commercio ed i servizi, le ONG e i sindacati ci hanno fornito saperi che hanno innalzato il livello su cui lavoravamo alle diverse istanze. Ma mi piacerebbe anche che le alte strategie scendessero dove la gente si raduna, fra gli anarchici e la gioventù rasta e i ragazzi di colore che erano pure presenti al forum, ed il cui tasso di radicalità rischia di perdersi fra la lettura dei comunicati o la pressione per cambiamenti politici di minor peso o può finire per prendere tutt'altre strade.
Ad ogni modo, mi sono anche divertita nel partecipare allo scambio delle proposte: "Grande! Allora voi mandate una lettera unitaria di protesta, e intanto noi chiudiamo ogni magazzino delle corporazioni sul pianeta." E qualcuno sembrava genuinamente crederci…
Ci sono tuttavia, parecchi gruppi molto ben attrezzati costruiti attorno alle azioni dirette: a San Paolo, Belo Horizonte e Buenos Aires essi hanno organizzato azioni di supporto alla protesta di Seattle e di Praga e si stanno ora preparando a contrastare il meeting dell'Accordo generale il 7 aprile a Buenos Aires. Sono seri, determinati e radicali: al punto da aver reso superflua la protesta a Quebec City, bloccando i lavori sull'Accordo prima che vi giungessero.
E' stata una gioia ed un privilegio, per me, scambiare esperienze al World Social Forum ed aiutare lo sviluppo di questo processo. Vostra, in persistente opposizione, Starhawk